L'assessore regionale alla Protezione Civile Vanni Lenna ha dato il via libera allo stanziamento di 100 mila euro necessari alla lotta alla proliferazione degli insetti simulidi nel territorio di Pocenia, Bertiolo, Rivignano, Talmassons, Teor, Varmo, Codroipo e Camino al Tagliamento. La proliferazione degli insetti sta creando forti disagi sociali e sanitari alle popolazioni interessate, diventando una vera e propria emergenza sanitaria per le categorie piu? deboli come bambini e anziani. In particolare il disagio è piu? sentito nel territorio della bassa pianura friulana, attraversata da numerose rogge e corsi d?acqua di risorgiva; qui la proliferazione è ulteriormente favorita dalle condizioni climatiche particolarmente piovose degli ultimi mesi. Il Comune di Pocenia è da anni impegnato nella lotta contro gli insetti simulidi che infestano i corsi d?acqua, la cui proliferazione puo? esser contrastata solo con trattamenti mirati e programmati a cadenza annuale, sulla base di un monitoraggio dei focolai esistenti e sul controllo degli stessi a seguito dei trattamenti. Dall?aprile 2000 il trattamento di disinfestazione non viene piu? svolto dall?Azienda Sanitaria n. 5 ?Bassa Friulana? e pertanto l?onere è ricaduto sulle amministrazioni comunali che però faticano a farvi fronte senza contributi dagli enti sovraordinati. All?inizio dell?anno in corso è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra le amministrazioni interessate al fenomeno che individua Pocenia come Comune capofila. La mancanza di finanziamenti non ha consentito nel 2007 di svolgere una regolare attività di disinfestazione, «è risultato pertanto necessario ed urgente intervenire a salvaguardia delle popolazioni esposte attuando gli inderogabili trattamenti di disinfestazione», ha commentato il neoassessore Lenna. L?intervento consiste nell?attività di monitoraggio e controllo dei trattamenti con campionamento ed analisi dei focolai per l?ottimizzazione degli interventi operativi che saranno eseguiti dal Comune di Pocenia.mercoledì 21 maggio 2008
AMBIENTE VUOL DIRE ANCHE TUTELA DELLE PERSONE.. VIA LIBERA ALLA DISINFESTAZIONE INSETTI SIMULIDI
L'assessore regionale alla Protezione Civile Vanni Lenna ha dato il via libera allo stanziamento di 100 mila euro necessari alla lotta alla proliferazione degli insetti simulidi nel territorio di Pocenia, Bertiolo, Rivignano, Talmassons, Teor, Varmo, Codroipo e Camino al Tagliamento. La proliferazione degli insetti sta creando forti disagi sociali e sanitari alle popolazioni interessate, diventando una vera e propria emergenza sanitaria per le categorie piu? deboli come bambini e anziani. In particolare il disagio è piu? sentito nel territorio della bassa pianura friulana, attraversata da numerose rogge e corsi d?acqua di risorgiva; qui la proliferazione è ulteriormente favorita dalle condizioni climatiche particolarmente piovose degli ultimi mesi. Il Comune di Pocenia è da anni impegnato nella lotta contro gli insetti simulidi che infestano i corsi d?acqua, la cui proliferazione puo? esser contrastata solo con trattamenti mirati e programmati a cadenza annuale, sulla base di un monitoraggio dei focolai esistenti e sul controllo degli stessi a seguito dei trattamenti. Dall?aprile 2000 il trattamento di disinfestazione non viene piu? svolto dall?Azienda Sanitaria n. 5 ?Bassa Friulana? e pertanto l?onere è ricaduto sulle amministrazioni comunali che però faticano a farvi fronte senza contributi dagli enti sovraordinati. All?inizio dell?anno in corso è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra le amministrazioni interessate al fenomeno che individua Pocenia come Comune capofila. La mancanza di finanziamenti non ha consentito nel 2007 di svolgere una regolare attività di disinfestazione, «è risultato pertanto necessario ed urgente intervenire a salvaguardia delle popolazioni esposte attuando gli inderogabili trattamenti di disinfestazione», ha commentato il neoassessore Lenna. L?intervento consiste nell?attività di monitoraggio e controllo dei trattamenti con campionamento ed analisi dei focolai per l?ottimizzazione degli interventi operativi che saranno eseguiti dal Comune di Pocenia.martedì 20 maggio 2008
Da La Stampa, a firma Riccardo Barenghi
Bisognava aspettare Giulio Tremonti per riuscire ad ascoltare qualcosa di sinistra, o quantomeno di buonsenso progressista da un ministro dell’Economia. Eppure il centrosinistra ha governato questo Paese per sette anni, e di ministri intelligenti, capaci e anche progressisti ne ha avuti addirittura quattro (Ciampi, Amato, Visco e Padoa-Schioppa). Ma non è mai successo che uno di loro dicesse quel che Tremonti ha avuto il coraggio di dire ancor prima di essere entrato nel pieno delle sue funzioni. Ossia il coraggio di dire che i sacrifici stavolta toccano alle banche, ai petrolieri e ai supermanager che guadagnano cifre da capogiro.Demagogia, facile populismo, parole al vento alle quali non seguiranno i fatti? Può darsi, magari il neo responsabile dei conti pubblici non riuscirà a fare quel che ha detto, probabilmente le lobby si muoveranno (si stanno già muovendo) con tutte le loro armate per impedire questo «esproprio proletario» ai loro danni. Ma intanto Tremonti l’ha detto, e non è un caso che nel suo mirino siano finiti due settori (banche e petrolieri) tra i più discussi del capitalismo. Quelli che fanno soldi con i soldi (degli altri) o con il bisogno primario di tutti gli italiani di muoversi, produrre e far muovere le merci. E insieme con loro, quei grandi gestori delle imprese che, pur non essendo affatto parassitari, guadagnano cifre poco sostenibili per l’opinione pubblica. Ci voleva molto per i ministri dell’altro campo dire una cosa analoga, dodici anni fa (entrata nell’euro pagata a caro prezzo da tutti gli italiani), dieci anni fa quando si trattava di consolidare il rientro dal deficit, otto anni fa quando bisognava prepararsi alle elezioni del 2001 (perdute). O due anni fa quando le tasse sono invece state aumentate per tutti (tranne che per le banche e i petrolieri)? Purtroppo sì, ci voleva molto. Ci voleva uno sforzo titanico per vincere la paura della propria ombra.Pensate a quale putiferio si sarebbe scatenato, alle reazioni violente di tutta l’opposizione (magari anche dello stesso Tremonti), quelle di molti opinion makers che su giornali e televisioni si sarebbero indignati contro il «dirigismo comunista che vuole tarpare le ali al capitalismo dinamico», che non ha il coraggio di tagliare la spesa pubblica, di licenziare i fannulloni, che vuole colpire i ricchi per ragioni ideologiche, e così facendo provoca recessione e deprime i consumi...Ma oggi nessuno osa prendersela con Tremonti per queste stesse ragioni, certo non lo si può accusare di essere un bolscevico, al massimo un colbertista no global. E allora applausi e apprezzamenti, finalmente qualcuno che ha il coraggio di colpire chi non è mai stato colpito. Ce l’avessero avuto i suoi predecessori di centrosinistra questo stesso coraggio forse oggi, chissà, Berlusconi non avrebbe vinto le elezioni. Perché magari alcuni milioni di elettori che avevano votato per quella parte politica si sarebbero sentiti rappresentati dai loro eletti e forse, chissà, anche una parte di quelli del centrodestra, ché pure loro fanno mutui, pure loro pagano benzina e gasolio sempre più cari, pure molti di loro non amano chi si arricchisce senza sforzo. Invece niente, poche parole, pochissimi fatti (la lotta all’evasione fiscale ne è forse l’unico esempio), nessuna suggestione ideale, programmatica, alla fine politica. Potevano quantomeno provarci e pure se non ci fossero riusciti sarebbe stato quantomeno apprezzato il tentativo. Macché, troppo attenti a non farsi sparare addosso, spasmodicamente sensibili a qualsiasi refolo provenisse da quei settori del capitalismo che li guardavano con sospetto, tragicamente tremebondi di fronte a ogni articolo di fondo uscisse sui giornali, troppo legati psicologicamente al loro passato per non avere paura che qualcuno glielo ributtasse addosso. Basti ripensare a cosa è accaduto dopo quell’infelice e goliardico manifesto di Rifondazione - «Anche i ricchi piangano» - dentro l’Unione: prese di distanza, critiche impietose, condanne morali: noi non vogliamo far piangere nessuno, per carità, ma far ridere tutti. Invece piansero tutti (tranne le banche e i petrolieri) e tra una lacrima e l’altra votarono per Berlusconi (e per Tremonti).
lunedì 19 maggio 2008
Rai/Istruttoria su Santoro, Fazio e Travaglio
L'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni ha deciso a maggioranza di aprire un'istruttoria nei confronti della Rai per le puntate di Annozero del primo maggio (con il servizio sul V2-Day e l'affondo di Beppe Grillo) e di Che tempo che fa del 10 maggio (ospite Travaglio contro Schifani).
Per l’on. Giorgio Lainati (PdL), “le critiche rivolte dai due esponenti della sinistra Giulietti e Cuillo all'Agcom, che ha aperto una istruttoria sulle trasmissioni di Michele Santoro e Fabio Fazio, sono completamente campate in aria”. “Giulietti e Cuillo, come al solito - afferma Lainati in una nota - fanno finta che non sia accaduto nulla anche se i massimi vertici della Rai, il Presidente Petruccioli e il Direttore Generale Cappon, sono stati costretti ad intervenire in modo fermo e determinato richiamando i responsabili di Annozero e di Che tempo che fa all'elementare e basilare rispetto del contraddittorio quale elemento fondante del pluralismo dell'informazione e delle regole democratiche”. “Le prese di posizione di Giulietti e Cuillo - conclude l'esponente PdL - sono frutto di una visione unilaterale e faziosa dell'utilizzo della tv pubblica che non si può permettere di appaltare nessun programma a chi agisce da militante politico e non come professionista dell'informazione che rispetta le opinioni di tutti”.
Per l’on. Giorgio Lainati (PdL), “le critiche rivolte dai due esponenti della sinistra Giulietti e Cuillo all'Agcom, che ha aperto una istruttoria sulle trasmissioni di Michele Santoro e Fabio Fazio, sono completamente campate in aria”. “Giulietti e Cuillo, come al solito - afferma Lainati in una nota - fanno finta che non sia accaduto nulla anche se i massimi vertici della Rai, il Presidente Petruccioli e il Direttore Generale Cappon, sono stati costretti ad intervenire in modo fermo e determinato richiamando i responsabili di Annozero e di Che tempo che fa all'elementare e basilare rispetto del contraddittorio quale elemento fondante del pluralismo dell'informazione e delle regole democratiche”. “Le prese di posizione di Giulietti e Cuillo - conclude l'esponente PdL - sono frutto di una visione unilaterale e faziosa dell'utilizzo della tv pubblica che non si può permettere di appaltare nessun programma a chi agisce da militante politico e non come professionista dell'informazione che rispetta le opinioni di tutti”.
giovedì 15 maggio 2008
E intanto cominciamo così! Stanziati i Fondi per l'edilizia Residenziale
Saranno sbloccate piu’ di 4 mila domande in lista d’attesa per l’acquisto della prima casa. L’operazione sarà resa possibile dal riparto delle risorse del fondo per l’edilizia residenziale approvato nel pomeriggio dall’esecutivo regionale. Verranno allocati 86 milioni di euro in 10 anni, dal 2008 al 2017; 8 milioni e 600 mila euro, pertanto, per l’anno in corso. Allo stanziamento pluriennale sarà affiancato un ulteriore contributo “una tantum”, a favore delle famiglie in condizioni di disagio, pari a 22 milioni e 500 mila euro. Le risorse rese operabili consentiranno di sbloccare la lista d’attesa allo sportello di Mediocredito, dando risposta alle 2.100 domande in lista d’attesa e alle ulteriori prenotazioni di 2.750 domande che saranno presumibilmente presentate entro il 2008.Il riparto delle risorse ai vari capitoli dell’edilizia residenziale, ha destinato finanziamenti anche per il sostegno delle locazioni e per l’edilizia sovvenzionata; mentre resta accantonato sul fondo un limite decennale di 100 mila euro annui per l’edilizia convenzionata. A sostegno dei canoni di locazione, a supporto dei cittadini in difficoltà, sono stati destinati 13 milioni e 806 mila euro di cui 4 milioni e mezzo ricevuti da fondi statali e 9 milioni e 300 mila euro sostenuti da fondi regionali. Una cifra complessiva che consente di coprire meno del 50% del fabbisogno. Per gli interventi di edilizia sovvenzionata, gestiti dalle Ater sono stati allocati, per il 2010, 11 milioni 930 mila euro che saranno ripartiti tra le cinque strutture regionali (Trieste, Gorizia, Udine, Alto Friuli). La cifra si somma ad ulteriori finanziamenti già resi disponibili alle Ater per il 2010 pari a 17 milioni e 600 mila euro.AMBIENTE: PRESTIGIACOMO, E' NUOVO MOTORE DELLO SVILUPPO
L'ambiente come nuovo motore per lo sviluppo. E' questa la tesi sostenuta dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che sulle pagine de ''Il Tempo'' difende l'importanza del suo dicastero in seguito alle polemiche sulla possibilita' di abolirlo.''Sviluppo e ambiente - scrive il ministro - sono due facce della stessa medaglia''. ''Passano dal risparmio energetico, dalla raccolta differenziata, dalle scelte individuali adottate per la mobilita' - continua - le possibilita' di costruire nel nostro paese lo sviluppo sostenibile, unica possibilita' di sviluppo''. Di qui la necessita', secondo la Prestigiacomo ''di una regia capace di spingere l'Italia sulla strada di soluzioni innovative e moderne'' unica chance visto che il petrolio e' a 125 dollari. Infine un appello contro gli ''eccessi contradittori''. Se da un lato, conclude, abbiamo unanormativa antinquinamento ''seria e restrittiva'', dall'altro viene bloccato ogni tipo di nuovo impianto, compresi ''quelli che dovrebbero servire a migliorare l'ambiente come i temovalorizzatori o i rigassificatori''mercoledì 14 maggio 2008
Novità a favore della famiglia
Via l’Ici sulla prima casa, sostegno al ruolo delle donne, affrontare la questione dell’aborto rimuovendo “le cause materiali” che spingono le donne a fare questa scelta, ma anche un grande piano per la vita e la tutela dell’infanzia. Il rilancio della famiglia è uno dei punti fermi del programma che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha illustrato alla Camera. Misure economiche e di spinta sociale che, nelle intenzioni del premier, dovrebbero favorire la crescita complessiva del paese. Perché, ha spiegato Berlusconi a Montecitorio, promuovere la famiglia come nucleo di spinta dell’intera organizzazione sociale, “significa dare alle donne nel lavoro e negli altri ruoli sociali, un sostegno per la loro autonomia, significa rimuovere le cause materiali dell’aborto e varare un grande piano nazionale per la vita e per la tutela dell’infanzia, destinando nuove e consistenti risorse al fine di incrementare lo sviluppo demografico”. Allo stesso tempo, il presidente del Consiglio ha garantito subito una misura concreta: via l’Ici sulla prima casa. “La casa - ha ricordato - è un bene primario intorno al quale prendono radici l’identità familiare, la capacità lavorativa e la stessa identità sociale stabile dei cittadini, e la tassazione sulla prima casa va definitivamente cancellata”lunedì 12 maggio 2008
Occupazione, il peso del Fisco
Occupazione. Fino a ieri il costo del lavoro era in testa alle preoccupazioni degli imprenditori, ma ieri il Rapporto Unioncamere 2008 ha definitivamente certificato per la prima volta il “sorpasso”: il primo ostacolo alle assunzioni, per le imprese italiane, oggi è l’eccessivo peso fiscale. I due anni del governo Prodi hanno dunque fatto il miracolo alla rovescia: l’oppressione tributaria è diventato il maggiore freno alle assunzioni e si conferma come punto dolente della mancata crescita dell’economia del Paese. Nei precedenti Rapporti le industrie chiedevano un minor costo del lavoro, ora indicano nel fisco il peggior nemico della spinta a creare nuovi posti di lavoro. Le imprese sarebbero disponibili ad assumere, ma denunciano tutta una serie di ostacoli alla libertà di intraprendere, tra i quali anche l’assenza di infrastrutture, la difficoltà di reperire personale formato, una burocrazia oppressiva e barocca.Però, con una percentuale che va dal 46 al 52 per cento, mettono sotto accusa in particolare la pressione fiscale. Nei precedenti rapporti, prima della cura Visco, quelle percentuali erano rispettivamente del 31% nel 2006 e del 38% nel 2007. Sono dati indiscutibili, che confermano come il governo Prodi abbia creato le condizioni grazie alle quali le imprese “dichiarano di essere intenzionate ad assumere ma solo in condizioni di contesto diverse, in primo luogo una minore pressione fiscale e un minor costo del lavoro”. Quest’ultimo aspetto preoccupa ancora gli imprenditori ma, come fanno notare il ricercato di Unioncamere, “va segnalato che, con riferimento alle previsione di assunzioni nel 2008, quest’ultimo fattore è sopravanzato per la prima volta da quello relativo al carico fiscale”.Il Rapporto poi smentisce perentoriamente gli avversari della legge Biagi, laddove segnala che le imprese sono intenzionate a “fidelizzare” i lavoratori con contratti a tempo indeterminato, anche se chiedono una migliore formazione. Chiedendo in cambio, tra l’altro, la disponibilità a orari più flessibili, oltre alla passione per l’attività scelta e precedenti esperienze specifiche. Pur in periodo di crisi economica, quasi il 30% delle imprese prevedono di assumere personale nel 2008. Un dato raccolto ancora imperante il governo Prodi. Il che la dice tutta su quanto non ha fatto e avrebbe potuto fare per sostenere la crescita del Paese. I primi provvedimenti del governo Berlusconi vanno incontro a queste esigenze e fanno ben sperare.
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